•  Le Falìe

    sabato 01 dicembre 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    venerdì 07 dicembre 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    sabato 08 dicembre 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    domenica 09 dicembre 2018, Ore 17.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    giovedì 13 dicembre 2018, Ore 21.00

    San Giovanni Lupatoto - Teatro Astra

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    sabato 24 novembre 2018, Ore 21.00

    Ca' di David (VR) - Cinema Teatro David

    LA GRANDE GUERRA MESCHINA

    Alessandro Anderloni, Raffaella Benetti, Thomas Sinigaglia

    Gli ammutinamenti, le diserzioni, l’indisciplina, l’odio verso gli ufficiali, l’autolesionismo, le feroci battute e i cartelli satirici contro le autorità e le istituzioni, le dolorose canzoni di guerra intonate nelle trincee. La così detta Grande Guerra (che di grande ebbe soltanto l’immenso numero di morti) fu tutt’altro che combattuta a furor di popolo ma, al contrario, fu combattuta (oltre che voluta) contro il popolo. Alla narrazione di Alessandro Anderloni si alternano le ballate contro la guerra di Bertolt Brecht, Kanonen Song e La leggenda del soldato morto, con la musica di Kurt Weill, canti come Il disertore (Vian), Garbato amore mio (Fossati) e Poca voglia di fare il soldato (Finardi), fino alle struggenti melodie popolari nate nel primo Dopoguerra come Stelutis Alpinis dal Friuli. 

  •  Le Falìe

    sabato 22 dicembre 2018, Ore 21.00

    Verona - Teatro San Massimo

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    domenica 23 dicembre 2018, Ore 17.00

    Verona - Teatro San Massimo

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni.