•  Le Falìe

    Velofestival domenica 15 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Chiesa Parrocchiale

    CONCERTO DEL CORO LA FALÌA

    conduce Alessandro Anderloni, presenta Bepi De Marzi

    «La ven da Matina, da Campofontana. La séntito, Nina? L’è l’aria de frada. Le prime falìe se desliga e spampana, to su la quertina e vei sèrete in casa.» Con le parole e la musica di un nuovo canto, L’è belo stasera, con altri canti e con nuove rielaborazioni armoniche, Bepi De Marzi, Alessandro Anderloni e il coro La Falìa tornano a cantare le stagioni, il tempo, la fede, le fiabe, le piccole storie, le montagne, i nomi dei paesi, delle malghe e delle contrade. «L’è vento l’è neve sul dosso del Pùele, su ai Pàrpari el fioca, in Gaibana e Boldera. La querto la Ciusa, la Bà e la Beloca. L’è vento, l’è neve, l’è belo stasera.» 

  •  Le Falìe

    Velofestival martedì 24 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival giovedì 26 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival mercoledì 01 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival sabato 04 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni.

  •  Le Falìe

    Velofestival martedì 07 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival mercoledì 08 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival giovedì 09 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival venerdì 10 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival martedì 14 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival venerdì 17 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival venerdì 07 settembre 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival sabato 08 settembre 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    LÙSSIA

    di Alessandro Anderloni - Le Falìe

    «Santa Lucia, pòrteme un caretin.» Sulla tavola della cucina, tre generazioni di bambini e bambine hanno scritto la letterina a Santa Lucia. Tutto è pronto: i piatti, i bigliettini con i nomi, una tazzina di caffè per la Santa, un bicchiere di vino per il Gastaldo, il fieno e l’acqua per l’asinello. Cambiano i tempi e cambiano i giocattoli, ma la trepidazione e il mistero sono sempre gli stessi, anche se in casa c’è tanta voglia di liberarsi delle robe vece, perfino dei puòti che per tradizione si impastano il 12 dicembre. Qualcuno vorrebbe dar via anche i libri e quelle carte scritte in una strana lingua tedesca chiamata “cimbro” che sono conservate, da tempo immemore, in soffitta. Perché gli anni Sessanta portano con sé un’impellente e irresistibile voglia di modernità: i mobili laminati, il frigorifero, la lavatrice e, più di ogni altra cosa, il televisore. Ma dietro l’illusione di essere nuovi e diversi, si va avanti a pensarla come sempre: schei e fioi. E chi non è capace di fare né gli uni né gli altri sembra essere inutile a questo modello familiare. Così negli occhi della piccola Lùssia, nel giorno tanto atteso di Santa Lucia, sembrano finire le fiabe.

    Con lo spettacolo Lùssia, Le Falìe presentano il dodicesimo capitolo del “paese in scena”: La Madona l’à portà la luce (1993), Sèra i oci, te conto ’na storia... (1995), I colori dell’arcovergine (1998), La cattolica e l’ardito (2000), Gli esulanti dell’8 settembre (2003), Scudocrociati (2005), Diodato (2007), Al disertore (2009), Toni delle croci (2012), Kantata 1813 (2015), Belgìca d’amore (2016). Tutti gli spettacoli de Le Falìe sono scritti e diretti da Alessanadro Anderloni. 

  •  Le Falìe

    Velofestival venerdì 27 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    IL BUGIARDO

    Compagnia dell'Orso

    di Carlo Goldoni
    regia di Paolo Marchetto
    produzione della Compagnia dell'Orso in collaborazione con il Teatro Comunale di Lonigo

    Funambolo della parola e maestro di “spiritose invenzioni”, Lelio ha la dote di costruire immensi, complicatissimi castelli di bugie grazie alle quali riesce a ingannare chiunque gli capiti a tiro. La sua fervida e perfida fantasia innesca un crescendo di esilaranti equivoci che fanno de Il bugiardo una delle commedie più divertenti di Goldoni, ma anche una tra le più inquietanti e incredibilmente moderne. A portare in scena questo capolavoro del teatro italiano
    è la Compagnia dell’Orso di Lonigo diretta da Paolo Marchetto. Nata da una fortunata esperienza di teatro a scuola, da un decennio la compagnia gira l’Italia con il suo variegato repertorio, animata dalla stessa genuina passione con cui mosse i suoi primi passi sul palcoscenico. 

  •  Le Falìe

    Velofestival domenica 29 luglio 2018, Ore 18.00

    Velo Veronese - Corte del Brigante di Contrada Comerlati

    STEFANO BENINI, THOMAS SINIGAGLIA

    in concerto

    Flauto e fisarmonica, jazz e improvvisazione. Con il nuovo disco Warm-Up, uscito recentemente per Azzurra Music, Stefano Benini e Thomas Sinigaglia si divertono a esplorare sia le sonorità più tradizionali che quelle più sperimentali del jazz, mescolando improvvisazione pura e interazione. Qualche anno fa, incontrandosi, i due musicisti si sono chiesti: «Come potrebbe suonare un duo jazz con flauto e fisarmonica? Due strumenti atipici nella musica afroamericana, ma a cui molti musicisti, nel corso del Ventesimo secolo, hanno conferito il pieno diritto di far parte della musica jazz». Questo disco e questo concerto sono la loro scoppiettante, colorata risposta. Al termine del concerto, degustazione con i vini Fraccaroli. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno della Casa del Brigante di contrada Comerlati. 

  •  Le Falìe

    Velofestival lunedì 30 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    SILVANO

    Scuola Primaria di Velo Veronese

    di Alessandro Anderloni
    pianoforte Giulia Corradi

    Nell’Alto Medioevo, dalle terre dello Jutland le carestie costrinsero una tribù danese a partire verso Sud, alla ricerca del “Paese del Sole”. Erano i Kimbri. Li guidava Silvano. Attraversate le brughiere germaniche, si stabilirono prima sulle montagne della Baviera e da qui ripartirono per attraversare le Alpi. Né il terribile gigante Swerdof, né i crudeli briganti poterono fermare la loro migrazione. Con l’aiuto del Dio Odino, della maga Gerlind, della fada Lasa e con l’ospitalità delle popolazioni che incontrarono sul loro cammino, i Kimbri giunsero sui Monti Lessini dove si convertirono al Cristianesimo e fondarono a Camposilvano il loro villaggio. Così narra la storia tratta dal libro Da Silvano a San Carlo di Attilio Benetti. Così cantano e raccontano i bambini e le bambine di Velo Veronese. 

  •  Le Falìe

    Velofestival martedì 31 luglio 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    SILVANO

    Scuola Primaria di Velo Veronese

    di Alessandro Anderloni
    pianoforte Giulia Corradi

    Nell’Alto Medioevo, dalle terre dello Jutland le carestie costrinsero una tribù danese a partire verso Sud, alla ricerca del “Paese del Sole”. Erano i Kimbri. Li guidava Silvano. Attraversate le brughiere germaniche, si stabilirono prima sulle montagne della Baviera e da qui ripartirono per attraversare le Alpi. Né il terribile gigante Swerdof, né i crudeli briganti poterono fermare la loro migrazione. Con l’aiuto del Dio Odino, della maga Gerlind, della fada Lasa e con l’ospitalità delle popolazioni che incontrarono sul loro cammino, i Kimbri giunsero sui Monti Lessini dove si convertirono al Cristianesimo e fondarono a Camposilvano il loro villaggio. Così narra la storia tratta dal libro Da Silvano a San Carlo di Attilio Benetti. Così cantano e raccontano i bambini e le bambine di Velo Veronese. 

  •  Le Falìe

    Velofestival domenica 05 agosto 2018, Ore 17.00

    Velo Veronese - Cóvolo di Camposilvano

    Terra Mater

    Irene Benciolini, Nicola Benetti, Angela Centanin, Ruben Medici, Francesco Trespi

    Cinque giovani polistrumentisti hanno fondato nel 2016 l’ensemble Terra Mater. Il loro interesse per il patrimonio sonoro che sta alle radici delle culture mediterranee e per il repertorio medioevale europeo li ha portati a esplorare tradizioni musicali apparentemente distanti: dal canto sefardita alla danza macedone, dalla cantiga portoghese del XIII secolo ai ritmi della musica araba. In soli due anni l’ensemble Terra Mater, che è anche il titolo del disco registrato nel 2018 per Velut Luna, si è già esibito in contesti prestigiosi come il Teatro Ristori e la Sala Maffeiana di Verona e la Sala dei Giganti del Palazzo Liviano di Padova. Nell’auditorium naturale del Cóvolo, risuoneranno violino, viola, kantele, liuto, chitarra, banjo-mandolino, kaval, bansuri, low whistle, flauto, musette, fisarmonica, percussioni e voce. In caso di maltempo il concerto si terrà nel Teatro Orlandi di Velo Veronese. 

  •  Le Falìe

    Velofestival sabato 11 agosto 2018, Ore 18.00

    Velo Veronese - Malga Vazzo

    ARLECCHINO TORNA DALLA GUERRA

    Maurizio Gioco, Francesco Pagani

    Tratta dai Due dialoghi in lingua “pavana” di Ruzante, questa farsa è trasposta e ambienta nella Venezia di Goldoni, dove il linguaggio rustico e contadino cinquecentesco si ingentilisce e si fa più sonoro. Nella pièce entrano i “tipi” della Commedia dell’Arte: Pantalone, Colombina e naturalmente Arlecchino e il suo fedele amico Sandrone. Il protagonista, furbescamente, riesce a scappare dalla guerra e ritorna nella sua città, ma dovrà lottare per riconquistare l’amata Colombina. I burattini di Maurizio Gioco sono accompagnati dall’organetto diatonico di Francesco Pagani, per una storia che non ha tempo e che è buona per tutte le età.

    Possibilità dopo lo spettacolo di cenare a Malga Vazzo, su prenotazione, scrivendo a malgavazzo@libero.it 

  •  Le Falìe

    Velofestival domenica 19 agosto 2018, Ore 17.00

    Velo Veronese - Bosco del Relais Aunus di Camposilvano

    INISHEER

    Carlo Berti, Silvia Biasin, Enrico Casaro, Silvia Manfrini, Luca Nardon

    «In cima a una ripida scogliera a picco sul mare, nell’isola di Inisheer, c’era una piccola casa di pietra. Lì, ai confini del mondo, dove la terra finiva e cominciava l’oceano, dove il sole terminava il suo cammino per inabissarsi nel mare, in quel luogo sperduto fra il rumore delle onde e del vento, s’udivano canti e ballate, ora tristi ora gaie, che celebravano la beltà delle donne e il coraggio degli uomini.» Si presenta così, con il nome dell’isola più piccola dell’arcipelago delle Aran nella baia irlandese di Galway, l’ensemble Inisheer. Melodie celtiche, ballate, arie e gighe della tradizione musicale irlandese e scozzese, delle isole britanniche e della Galizia, trovano un nuovo palcoscenico naturale nella radura nel bosco che si apre dopo la chiesa di San Carlo di Camposilvano. In caso di maltempo il concerto si terrà all’interno del Relais Aunus di Camposilvano.

  •  Le Falìe

    Velofestival martedì 21 agosto 2018, Ore 21.00

    Velo Veronese - Teatro Orlandi

    A SPIRALE

    Alessandro Anderloni, Francesco Sauro

    Come una voluta di fumo, come un’ammonite, come i cunicoli dell’abisso, come la discesa nell’Inferno, come le malie delle fade, come l’intrico della Storia, come il cammino della vita ogni viaggio è “a spirale”. Francesco Sauro e Alessandro Anderloni raccontano Attilio Benetti a cinque anni dalla morte: la passione paleontologica, le esplorazioni speleologiche, i viaggi da emigrante, la raccolta delle fiabe dei filò, la creazione del Museo dei Fossili, le ricerche sulla toponomastica e la storia, l’instancabile attività di studioso, l’impegno per la salvaguardia naturale e culturale della Lessinia, l’esempio di saggezza e rettitudine.