E noi siam lavoratore
09/03/2010 Le Falìe e Àissa Màissa presentano il terzo appuntamento della rassegna Il cielo sopra Verona al Teatro Stimate di Verona (Piazza Cittadella, 3). Sabato 13 marzo 2010 alle ore 21.00 vanno in scena Sandra Mangini e Giuseppina Casarin con lo spettacolo E NOI SIAM LAVORATORE, racconti e canti del lavoro delle donne. «Donne che si esprimono con forza, vitalità e pure allegria, in condizioni di vita spesso molto dure, perché dura era la vita di tutti i giorni e nei luoghi del lavoro, in fabbrica e nelle campagne.» Prevendite e biglietti su www.greenticket.it. Info 347 7137233.
ricerca storica a cura di Maria Teresa Sega
rEsistenze – Associazione per la memoria e la storia delle donne in Veneto
immagini e proiezione a cura di Marina Luzzoli
drammaturgia e regia Sandra Mangini
in collaborazione con
Vortice – Teatro Fondamenta Nuove
E noi siam lavoratore ovvero la memoria del lavoro delle donne attraverso le loro parole e i loro canti. Donne che si esprimono con forza, vitalità e pure allegria, in condizioni di vita spesso molto dure, perché dura era la vita di tutti i giorni e nei luoghi del lavoro, in fabbrica e nelle campagne. Donne stupende, capaci di prendersi lo spazio vitale, di reagire al peso delle norme sociali e di sentirsi finalmente persone con eguali diritti e con coscienza.
Nel primo racconto parla un’operaia della Manifattura Tabacchi della Venezia dei primi del Novecento. 1200 sigari al giorno, un ambiente malsano e maleodorante, eppure le tabacchine veneziane sono state protagoniste di memorabili lotte, a cui la stampa dell’epoca, anche quella socialista, guardava con sufficienza, malcelando un certo turbamento nei confronti di tanta veemenza. In verità in questi luoghi le donne mettevano in atto la solidarietà e rivendicavano il diritto a un trattamento umano, per se stesse e per i propri figli, guidate da alcune grandi figure di sindacaliste come Anita Mezzalira.
Le campagne del cavarzerano sono state, intorno agli anni cinquanta, teatro del primo grande sciopero dei braccianti della provincia di Venezia. Ce lo racconta una ragazza che di politica non sapeva niente, ma che è diventata leader del movimento bracciantile per il suo “carattere entusiasta”. Una ragazza dalle scelte individuali coraggiose che, nell’ ambiente culturalmente arretrato di quegli anni, andava in bicicletta dalla mattina alla sera con migliaia di donne, a fronteggiare i crumiri, gli agrari e la polizia.
Nel 1968 una diciottenne figlia di contadini del padovano si ritrova a lavorare in una fabbrica di minuteria meccanica specializzata a contatto con materiali altamente nocivi; l’alienazione, la perdita di identità, lo svuotamento della coscienza sembrano le forme moderne della sottomissione; un’operaia ceramista di Nove, Vicenza, racconta con i suoi occhi semplici e vivi, il suo risveglio, specchio del grande risveglio di un’epoca, e si riscopre “una personalità che non aveva mai avuto”.
Le testimonianze sono di Giovanna Tramontin, Amelia Tagliapietra, Lina Sartori, Livia Turato, Giovanna Pigato. I canti: E noi siam lavoratore, Le impiraresse (sull’aria dell’Inno dei Lavoratori), Inno dei Lavoratori, L’orologio, Cara mama vienimi incontro, Le mondine contro la cavalleria, E nella Camera del Lavoro, Suona la sirena, Ama chi ti ama