Sera i oci, te conto ’na storia Le Falìe

1995 Sera i oci, te conto ’na storia

Si narrava nei filò di esseri misteriosi, le fade, condannati a vivere nelle caverne da San Carlo Borromeo quando attraversò la Lessinia sulla strada per il Concilio di Trento. Il filò, il luogo dei racconti e il fulcro della vita comunitaria dei paesi e delle contrade. Durante questa tradizionale riunione serale nelle stalle, gli unici luoghi riscaldati delle contrade, i montanari stavano insieme, imparavano ad ascoltare, a pregare, a sognare. Dopo la recita del Santo Rosario, gli uomini si trovavano a discutere del tempo, del lavoro nei campi, delle notizie portate dal passaparola. Le donne lavoravano, i bambini giocavano, i giovani si fidanzavano. Si cantava, si leggeva la Divina Commedia e l’Orlando Furioso e  si raccontavano le fiabe. I montanari popolavano così i luoghi della montagna di esseri misteriosi: le fade e gli orchi. A Velo Veronese, era l’impressionante caverna del Cóvolo di Camposilvano la loro principale dimora. Le fade erano donne che si presentavano bellissime, con capelli lucenti e con vestiti colorati, per convincere i montanari a seguirle nelle loro tane. Qui si mostravano per quello che erano: streghe pelose, con vipere vive al posto delle cinture e zampe di capra al posto dei piedi. I montanari sarebbero stati per sempre prigionieri delle fade. Solo il Segno di Croce, fatto con fede, li avrebbe liberati da questo maleficio. A Velo Veronese, ispirati da Attilio Benetti che raccolse queste storie perdute, cinquanta bambini se ne sono riappropriati, tornando a narrarle e a cantarle sul palcoscenico, il luogo di un nuovo, moderno filò. Il coro canta, gli attori raccontano: uno spettacolo musicale che, nel 1996, è diventato un film, girato nei luoghi originali dove sono ambientate queste fiabe.
 
Scritto e diretto da Alessandro Anderloni
 
Musiche originali: Alessandro Anderloni
Arrangiamenti: Luigi Paganotto
Tastiere: Luigi Paganotto, Giulia Corradi
Costumi: Daniela Melotti
Luci: Luigi Castagna

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