La Madona l'à portà la luce Le Falìe

1993 La Madona l'à portà la luce

Per Velo Veronese fu l’avvenimento che segnò, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il ritorno alla speranza, per Le Falìe fu la prima narrazione teatrale. «La festa pi granda che sia mai sta fata in Velo» ricordano ancora oggi i più anziani . Quello che nel maggio del 1950 fu organizzato per il passaggio della Madonna Pellegrina fu davvero uno dei più importanti avvenimenti che Velo Veronese ricordi. La Chiesa aveva organizzato in tutta Italia, nel primo Dopoguerra, la peregrinatio Mariæ con l’intento di rinfocolare la fede e le speranze politiche dei cattolici. Sui Monti Lessini venne scelta, per compiere questo pellegrinaggio di paese in paese, la statua del santuario della Madonna de La Salette a Fumane, in Valpolicella. La chiamavano "Pellegrina". Venne accolta con festeggiamenti solenni e allestimenti imponenti. Le vie e le case furono interamente addobbate con grandi arcate di rami d’abete, decorate da fiori di carta, scritte luminose e giganti corone del Rosario. La statua fu salutata con preghiere e canti in lunghe processioni illuminate da centinaia di flambeaux. Si cantava: «Oh Celeste Pellegrina, vieni e vedi questa terra devastata dalla guerra ed oppressa dal dolor... Oh Madre Immacolata, Oh Madre di speranza, in mezzo a noi t'avanza benedicente ognor». L’avvenimento era stato preparato per mesi e atteso con trepidazione. Tutti vi parteciparono, con le divise dei Confratelli del Santissimo, delle Madri Cristiane, delle Figlie di Maria. I più piccini erano vestiti da angioletti. Bandiere, stendardi, candelabri e baldacchini accompagnarono la Pellegrina e per tre giorni la chiesa fu gremita, giorno e notte. Attingendo a questa memoria collettiva, nel 1993 più di settanta persone di Velo Veronese hanno messo in scena, sul piccolo palcoscenico del Teatro Parrocchiale, quella festa, ricostruendone la preparazione, l’attesa e l’entusiasmo, recuperando preghiere, canti, oggetti e costumi. È stato il primo spettacolo de Le Falìe, il più corale, quello dove tutto un paese, per la prima volta, si è ritrovato sul palcoscenico per rivedersi, com’era stato e com’era ancora.

Scritto e diretto da Alessandro Anderloni

Con: Alfonso Albi, Fausto Albi, Giorgia Albi, Nadia Albi, Silvia Albi, Alessandro Anderloni, Elisa Anderloni, Ludovico Anderloni, Luigino Anderloni, Matteo Anderloni, Pietro Anderloni, Sebastiano Anderloni, Susanna Anderloni, Ilenia Baltieri, Bruno Benedetti, Luigi Bonomi, Annalisa Brunelli, Elena Brunelli, Laura Brunelli, Lucia Brunelli, Marcello Brunelli, Antonella Campara, Bruno Campara, Daniela Campara, Zeno Cappelletti, Bruna Castagna, Clara Castagna, Guglielmina Castagna, Irene Castagna, Maria Castagna, Mario Castagna, Paolo Castagna, Stefano Castagna, Giovana Corradi, Giulia Corradi, Margherita Corradi, Michela Corradi, Raffaele Corradi, Renata Corradi, Gabriella Dalla Brea, Mauro Dalla Valentina, Vincenzo Faggioni, Veronica Ferrari, Bruna Gaole, Daniela Gaole, Stefano Gaole, Katiuscia Gaspari, Sabrina Gaspari, Guariente Guarienti, Stefano Lavarini, Maria Marcolini, Nella Pozzerle, Lorenzo Riva, Cecilia Pozzerle, Marianna Pozzerle, Luigi Sartori, Corrado Scardoni, Marcello Scardoni, Davide Tezza, Gelindo Tezza, Moira Tezza, Federico Valle, Ivano Valle, Erminio Varalta, Simone Varalta,
 
Scenografia: Francesco Scardoni, Sebastiano Anderlon, Luigino Anderloni, Luigi Castagna
Suono: Samuele Tezza
Luci: Luigi Castagna
Organista: Giulia Corradi

photo gallery