Il coro La Falìa

     

Nel Natale del 1990 nevicava. Alcuni amici  di Velo Veronese attraversavano la piazza del paese, vestiti con vecchi tabarri, facendosi luce con lumini a olio e lanterne a petrolio. Quando, alcuni anni dopo, si decise di dare un nome al coro che cantò per la prima volta in quella notte di “vento e neve” qualcuno propose “La Falìa” che, nel dialetto della Lessinia, significa il fiocco di neve.

Il coro La Falìa fu il primo nucleo di quello che  in seguito diventò una compagnia teatrale, un coro di bambini e un’associazione culturale. Fin dall'inizio il coro fu diretto da Alessandro Anderloni e accompagnato dall’organista Giulia Corradi. L’amicizia con il compositore vicentino Bepi De Marzi, portò La Falìa a perfezionarsi e a intraprendere un originale percorso musicale che, dall’animazione liturgica, passò a cantare e a raccontare la montagna, con attenzione particolare alle tematiche ambientali.

Il coro La Falìa è oggi impegnato nel rinnovamento della musica liturgica, proponendo i Salmi nella versione poetica di padre David Maria Turoldo, e nella diffusione, attraverso il canto, della cultura, della storia e delle tradizioni della Lessinia.

È proprio la Lessinia il motivo primo del cantare. Il coro ne racconta la bellezza, le fiabe, la fatica di viverci con le canzoni di Bepi De Marzi e di Alessandro Anderloni, senza cedere nella tentazione di repertori miscellanei lontani dal sentire dei coristi.