Il film









Il soggetto
Lei, iscritta all'Azione Cattolica. Lui, iscritto al Partito Nazionale Fascista. Intorno a loro la vita in un paese di montagna, in un'epoca di povertà, di slogan e di catechismi contrapposti, seppure uniti da un filo sottile di propaganda, di enfasi e di retorica. La guerra imminente pone fine a un crescendo di esaltazione collettiva.


Dal teatro al cinema
La trama ricalca quella dell'omonimo spettacolo teatrale che le Falìe. I luoghi sono la piazza di Velo Veronese, la casa dei protagonisti, l'osteria, l'oratorio parrocchiale, la scuola del paese. Tutti gli ambienti di ripresa sono stati ricostruiti a Velo Veronese e nelle sue contrade.

Se nella commedia è particolarmente evidente l'aspetto comico, pur nel rispetto di un'accurata ricostruzione storica, il film è pervaso da un'atmosfera incombente di ansia e di attesa. Le marce in piazza e le processioni, i canti fascisti e quelli cattolici, i distintivi, le tessere, i giuramenti di fedeltà al duce e al papa… tutto rende evidente l'esasperazione, l'indottrinamento, la propaganda e il populismo di un'epoca che, dopo aver portato anche un po' di speranza tra la gente povera, ora si stava involvendo in una spirale che avrebbe condotto al dramma della guerra.

Rispetto alla versione teatrale sono state ricostruite con più fedeltà le ambientazioni sceniche, rifatti i costumi, su modelli d'epoca, e recuperati gli oggetti originali: quadri, stendardi, bandiere, spille e divise sono autentici. Sono stati riproposti gli inni, cattolici e fascisti, come si cantavano allora, è stato ricostruito il percorso di guerra che erano costretti a compiere i giovani del paese durante il Sabata Fascista, tra l'entusiasmo della gente, come se, prepararsi per la guerra, fosse un evento da festeggiare con adunate in piazza.

Tutto si ispira fedelmente a quanto ci hanno raccontato le persone che hanno vissuto quegli anni. I più anziani, che vissero l'epoca del Regime Fascista, hanno partecipato come comparse nel film.


La guerra: tra storia e attualità
La guerra conclude il film. Una guerra che la gente di Velo Veronese, come tanti altri italiani, non voleva e di cui nulla sapeva. Fare uscire questo film in questi anni è interrogarsi sul perché di questa nuova guerra e su quanto ci sia stata fatta credere come inevitabile e necessaria. Nessuna guerra è necessaria, nessuna guerra è giusta, tanto meno benedetta. Guardarsi indietro e riproporre la storia di quegli anni, dovrebbe averci insegnato questo. Invece ancora armiamo eserciti di ventenni e li mandiamo ad uccidere; torniamo a far sventolare tricolori e a cantare inni in nome di un nuovo patriottismo retorico; e siamo nuovamente affascinati dal culto di un capo forte e carismatico.

Le Falìe ripropongono quel tempo anche per farci riflettere sul nostro tempo.


Dati tecnici
Titolo: La cattolica e l'ardito
Durata: 1h.20min.
Soggetto, sceneggiatura e regia: Alessandro Anderloni
Assistente alla regia: Giulia Corradi
Montaggio: Paolo Castelletti
Suono: Samuele Tezza
Assistente alla fotografia: Luigi Castagna
Protagonisti: Le Falìe di Velo Veronese che hanno coinvolto
Produttore: APS Video (Verona)
Formato: DIGITAL BETACAM.